ESPERIENZA N° 30
La linea della Maserati GranCabrio nasce come di consueto dalla matita del maestro Pininfarina. A illustrarci il cammino che ha portato a donare una forte personalità alla nuova convertibile del Tridente è Guglielmo Cartia, che presso la prestigiosa azienda torinese ricopre il ruolo Design Vice Director. "Trattandosi di una cabrio, gli aspetti principali che abbiamo dovuto considerare nello studio della linea della vettura sono stati fondamentalmente due, entrambi ugualmente importanti: la configurazione con capotte aperta e quella con capotte chiusa. Parlando della versione aperta, la priorità assoluta era fare in modo che l'insieme risultasse armonioso con l'anteriore. Un'impresa non facile su una cabriolet, soprattutto se sportiva, con un cofano lungo e imponente. È quindi stato importante trovare un equilibrio nelle proporzioni: ci siamo riusciti allungando il baule ed estendendo, nel contempo, la superficie del tonneau cover fino agli appoggiatesta posteriori. Una soluzione che dona continuità alla superficie, bilanciando così la lunghezza del cofano motore".
Ciononostante, la GranCabrio mantiene gli elementi inconfondibili della gamma Maserati. "Proprio così: la GranCabrio doveva offrire una certa continuità visiva con la GranTurismo - continua Cartia - , e soprattutto non doveva perdere quel carattere di vettura potente ma allo stesso tempo elegante, elementi caratteristici della nuova generazione Maserati. La capotte è molto compatta nella parte posteriore, con un lunotto schiacciato, e inoltre è stato fatto uno sforzo tecnico per simulare la presenza di un montante attraverso un particolare disegno della capotte e del vetro posteriore. In aggiunta, la sensazione di potenza a vettura chiusa è data da un nuovo parafango posteriore, un elemento bombato che si unisce alla fiancata, un ‘muscolo' che vuole anche in questo caso replicare l'aspetto aggressivo dell'anteriore".
"La cromatura che scorre attorno alla linea di cintura, infine, sottolinea la ricchezza della vettura, e incorpora al suo interno la luce del terzo stop: una combinazione che si rivela pregiata e funzionale".
Lasciati sedurre
La linea della Maserati GranCabrio nasce come di consueto dalla matita del maestro Pininfarina. A illustrarci il cammino che ha portato a donare una forte personalità alla nuova convertibile del Tridente è Guglielmo Cartia, che presso la prestigiosa azienda torinese ricopre il ruolo Design Vice Director. "Trattandosi di una cabrio, gli aspetti principali che abbiamo dovuto considerare nello studio della linea della vettura sono stati fondamentalmente due, entrambi ugualmente importanti: la configurazione con capotte aperta e quella con capotte chiusa. Parlando della versione aperta, la priorità assoluta era fare in modo che l'insieme risultasse armonioso con l'anteriore. Un'impresa non facile su una cabriolet, soprattutto se sportiva, con un cofano lungo e imponente. È quindi stato importante trovare un equilibrio nelle proporzioni: ci siamo riusciti allungando il baule ed estendendo, nel contempo, la superficie del tonneau cover fino agli appoggiatesta posteriori. Una soluzione che dona continuità alla superficie, bilanciando così la lunghezza del cofano motore".Ciononostante, la GranCabrio mantiene gli elementi inconfondibili della gamma Maserati. "Proprio così: la GranCabrio doveva offrire una certa continuità visiva con la GranTurismo - continua Cartia - , e soprattutto non doveva perdere quel carattere di vettura potente ma allo stesso tempo elegante, elementi caratteristici della nuova generazione Maserati. La capotte è molto compatta nella parte posteriore, con un lunotto schiacciato, e inoltre è stato fatto uno sforzo tecnico per simulare la presenza di un montante attraverso un particolare disegno della capotte e del vetro posteriore. In aggiunta, la sensazione di potenza a vettura chiusa è data da un nuovo parafango posteriore, un elemento bombato che si unisce alla fiancata, un ‘muscolo' che vuole anche in questo caso replicare l'aspetto aggressivo dell'anteriore".
"La cromatura che scorre attorno alla linea di cintura, infine, sottolinea la ricchezza della vettura, e incorpora al suo interno la luce del terzo stop: una combinazione che si rivela pregiata e funzionale".
